Elaborare una attività progettuale è un processo che punta a tendere una mano, dare aiuto a chi in quel momento ne ha bisogno. Attraverso le azioni educative, diverse discipline, sottointese nell’accezione di scienze dell’educazione, definiscono azioni educative che sostanzialmente promuovono un cambiamento delle abitudini della persona o del gruppo in oggetto.

Le Scienze dell’educazione, hanno il compito di fornire gli strumenti e le procedure (osservazione, raccolta dei dati rilevanti e affidabili) al fine di operare il cambiamento.

Che si lavori personalmente o all’interno di una equipe educativa, si rende necessaria l’attribuzione di un valore sia rispetto alla rilevanza della problematica da affrontare, sia rispetto all’urgenza. Ne conseguirà una serie di azioni finalizzate alla messa in opera degli interventi considerati più efficaci ed efficienti, scelti ad hoc. L’interpretazione dei dati e la scelta degli interventi devono seguire sempre un apporto teorico e un metodo pedagogico appropriato.

Avere cognizione ed esplicite capacità nell’elaborare progetti educativi seguendo un preciso ed efficace metodo di lavoro è il fulcro di ogni attività educativa svolta a livello professionale. Elaborare un piano educativo, se non se ne ha il tempo o le giuste ed adeguate competenze, sarà una pratica meramente burocratica, senza alcuna utilità vista nell’ottica del bisogno, un atto espressamente gestionale.

La pratica puramente compilativa del piano educativo è messa in atto per vari motivi, che vanno dalla insufficiente disponibilità economica, tempistica elevata rispetto alle reali esigenze, mancanza di persone o mezzi, impossibilità nell’individuazione degli strumenti e dei materiale, ecc… .

Un valido aiuto viene fornito dalle competenze relazionali, comunicative e decisionali che ogni operatore mette in atto all’interno dell’equipe. Queste competenze poi saranno tramutate in azioni finalizzate a cambiare le dinamiche da cui scaturiscono i bisogni. Solitamente questo tipo di lavoro, se ben fatto, porta ad una sicurezza nelle relazioni e consolidamento e sviluppo dei rapporti sociali.

Saper scegliere l’azione corretta da attuare rispetto ad una eventuale bisogno è un processo decisionale non di poco conto. Esso presuppone innanzitutto una capacità meta cognitiva, destinata questa ad affinarsi, con l’utilizzo di un metodo, con l’esperienza. Il metodo sarà tanto più adeguato quanto più sarà un grado di scorgere aspetti critici, o rilevare eventuali manchevolezze o abbagli che possono presentarsi sul percorso, durante l’azione educativa.

Gestire le decisioni da prendere assumendosi poi le responsabilità di un possibile errore è uno degli elementi che caratterizza un buon professionista. È ovvio che sono ancora molte le caratteristiche che contraddistinguono un operatore professionista da un “praticone”, per esempio il saper raccogliere correttamente informazioni, capacità di valutazione, pertinenza nella riflessione e adeguatezza nell’agire.

In definitiva, un buon percorso o metodo di programmazione educativa deve delineare degli schemi in cui l’azione dovrà muoversi, gli obiettivi, gli eventuali step, verosimilmente le tempistiche, ed una anamnesi accurata del contesto sociale in cui si è chiamati ad operare.

Il ruolo educativo e pedagogico all’interno dell’attività di progettazione è utile per:

  • descrivere la natura collaborativa della pratica educativa;
  • identificare la struttura fondamentale dell’agire educativo e le fasi che ne caratterizzano lo sviluppo;
  • indicare la natura dei processi educativi intesi come processi di accompagnamento alla soluzione di problemi;
  • definire i concetti di domanda – bisogno – risorsa.

Programmazione dei processi educativi

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