Prima di immergere il nostro ragazzo “adolescente” nel mare dei disturbi del comportamento è bene chiarirci un po’.

Un po’ di storia…
Adolescenza vuol dire crescita, tutti ci siamo passati, è una condizione biologica e strettamente necessaria alla vita stessa. Facciamo spesso l’errore di dimenticare di essere stati a nostra volta adolescenti. Se siamo adulti ormai lo dobbiamo al superamento di questo passaggio evolutivo.
In ogni epoca conosciuta c’è sempre stato un genitore che ha mosso lamentele verso il proprio figlio adolescente. Come oggi ci lamentiamo dei comportamenti esuberanti dei nostri ragazzi, prima di noi c’erano “i ragazzi di strada”.

Nel 700 addirittura si preferiva far allevare i ragazzi dalle balie affinché i genitori non subissero “le noie” dei ragazzini.
Gli adolescenti del Rinascimento addirittura venivano bastonati per legge! Infatti il padre acquisiva, per diritto, la facoltà di bastonare la moglie o i propri figli e all’occorrenza poteva appellarsi alla forza pubblica affinché quest’ultimo potesse passare qualche giorno in carcere per riflettere sui suoi errori.
In età romana ogni figlio era considerato di “proprietà” del padre. Questo poteva farne qualsiasi cosa volesse. Addirittura qui troviamo alcuni casi di abuso sui minori da parte di consanguinei, oltre alle “normali” bastonate o vergate (perché al tempo la verga era molto usata) che, a quanto pare, risultava all’epoca un mezzo risolutivo per l’educazione dei figli.
E più ci spostiamo indietro in epoche meno recenti, più ci accorgiamo dei maltrattamenti spaventosi ai quali venivano sottoposti questi poveri ragazzi che nella loro vivacità erano sempre più repressi.


Ed oggi?

Ora una domanda è d’uopo: “i nostri ragazzi subiscono inflessioni negative dalle televisioni, radio, cellulari, tablet, computer e quant’altro. Da cosa mai potevano farsi distrarre negativamente nel 700, o in epoca rinascimentale, o in epoca romana e greca?
Questo piccolo spaccato sugli adolescenti dovrebbe farci capire, spero con un po’ di sorriso amaro, che essere adolescenti è sempre stato difficile in ogni epoca e che il ruolo di genitore ha sempre avuto delle divergenze in merito. Ora, possiamo continuare ad alimentare divergenze oppure, tenendo conto della nostra evoluzione storica, possiamo cercare di accompagnare i nostri ragazzi affinché possano superare con più facilità il loro periodo adolescenziale. Infondo a pensarci bene i problemi maggiori sono di chi li ha (i ragazzi) e non di chi li vive per riflesso (gli adulti).
Oggi abbiamo un’altra concezione di adolescenza, ringraziando il celo, anche grazie a delle persone illuminate che ci hanno fatto capire più in dettaglio tutto il periodo evolutivo, dall’età infantile a quella adulta, e sotto un’ottica più naturale, primo fra tutti J. J. Rousseau nel suo “Emilio”.

Ho già presentato in precedenza un articolo sul “dialogo pedagogico”, come strumento importantissimo che ci permette di avere un rapporto di comunicazione chiaro e centrato sulla persona intesa come scrigno delle sue emozioni e dei suoi sentimenti. La risposta del genitore al dialogo deve essere sempre l’ascolto umano. Un ascolto comprensivo, non giudicante, che permette di immedesimarsi nel nostro interlocutore.
Con la speranza di essere stato perlomeno chiaro, vi chiedo di essere, da oggi in poi, più comprensivi verso quei ragazzi che si apprestano all’età adulta e più generosi nell’accompagnarli ed accoglierli nei loro momenti di smarrimento.